Non c’è due senza tre: il Rosatellum sulla graticola costituzionale

Domani la Corte Costituzionale si pronuncia sull’ammissibilità dei ricorsi contro il Rosatellum bis. Quali scenari si prospettano?
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sulla graticola costituzionale
di Daniele Ricci.

La questione della legge elettorale è stata indubbiamente uno dei punti caldi di questi ultimi mesi: dalla sentenza che dichiarò parzialmente incostituzionale l’Italicum, varie sono state le proposte messe in campo dalla politica per andare alle elezioni prima dello scadere della legislatura con un sistema che armonizzasse le elezioni della Camera e del Senato.

Dopo vari tentativi di accordo da parte dei partiti politici, il 3 novembre è stata promulgata la legge 165/2017 comunemente nota come Rosatellum bis. La legge è passata con un voto di fiducia  grazie all’appoggio del Pd, di Forza Italia, della Lega e di Alternativa popolare mentre ha trovato opposizione da parte del M5S e delle sinistre.

Ma il 12 dicembre, la legge elettorale finirà sotto esame della Corte Costituzionale. A differenza di quanto accaduto prima con il Porcellum e poi con l’Italicum, il contenuto delle nuove regole non è in discussione, ma il modo in cui sono state approvate, con il voto di fiducia da parte del governo.

I giudici costituzionali dovranno stabilire se i quattri ricorsi (due sulla nuova legge, due sull’Italicum) sono ammissibili. Ipotizzando che la Corte dichiari parzialmente incostituzionale anche il Rosatellum bis, si aprirebbe una crisi per la quale, oltre allo scandalo, sicuramente non si riuscirebbe neppure ad approvare un’altra legge elettorale prima delle elezioni.

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