In Italia le ripetizioni in nero valgono 1 miliardo e 100 milioni di euro

Una ricerca del ForFreeChoice Institute rivela che circa la metà degli studenti delle scuole superiori dichiara di avvalersi di ripetizioni private oltre l’orario scolastico. L’86% delle lezioni private non sono dichiarate al fisco. Il giro d’affari sommerso supera 1 miliardo di euro l’anno. 

I risultati delle prove Invalsi 2019 mostrano un’Italia divisa in due dove il 34% dei ragazzi delle medie ha difficoltà a comprendere a fondo un testo in madrelingua. Al Sud il dato è ancora peggiore per quanto riguarda la conoscenza dell’italiano, della matematica e della lingua inglese ormai indispensabile per essere preparati nel mondo del lavoro.

Permangono i medesimi problemi dell’istruzione, con lievi miglioramenti nell’ultimo anno, insufficienti però a garantire alti standard di qualità:

  • bassi livelli d’innovazione nei metodi didattici e nei programmi scolastici;
  • basso ranking per i punteggi delle materie scientifiche;
  • connessioni con il mercato del lavoro troppo limitato;
  • insufficiente livello di internazionalizzazione.

Come cercano di rimediare le famiglie italiane a queste lacune? Usufruendo delle ripetizioni private che vengono svolte in nero 9 volte su 10. Da una ricerca svolta dal ForFreeChoice Institute è emerso che nel 2018 il giro d’affari sommerso era superiore a un miliardo di euro. Gli studenti italiani sono anche tra i più impegnati al mondo per tempo dedicato ai compiti, allo studio a casa e alle lezioni di recupero.

Secondo la nostra analisi, il costo annuo medio per lo studente che sceglie di prendere ripetizioni private è di circa 1260 euro al fine di raggiungere la sufficienza in almeno 2 materie. Gli studenti della scuola secondaria di II grado che seguono almeno un corso di ripetizione sono circa il 43% del totale.

Il Governo Conte con la Legge di Bilancio 2019 ha provato ad affrontare questo fenomeno, introducendo una tassa forfettaria per le lezioni private. Sicuramente il tentativo è ammirevole, ma non sufficiente a risolvere il problema. Le istituzioni dovrebbero aprire un’indagine su questo fenomeno e produrre soluzioni che cambino l’attuale modello scolastico, incentrandolo maggiormente sugli studenti, e lo rendano più aderente alle necessità del mondo del lavoro. Gli studenti e le famiglie italiani devono poter contare sul sistema scolastico pubblico senza doversi avvalere continuamente di lezioni private con ingente dispendio di denaro.

SCARICA LA RICERCA COMPLETA SULLE RIPETIZIONI IN NERO QUI

 

 

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