Coloro che lavorano o collaborano con le industrie hanno diritto di parola?

E’ abbastanza frequente l’attivazione di dibattiti su temi di grande interesse pubblico. Le “scintille” che scatenano questi dibattiti molto spesso sono di carattere ideologico, oppure basate su interpretazioni anche personali di dati scientifici da parte di qualcuno che non sempre ha l’adeguata preparazione per farle. Agostino Macrì, Responsabile Sicurezza Alimentare dell’Unione Nazionale Consumatori, analizza al riguardo due eventi recenti: le vaccinazioni e l’olio di palma.

E’ abbastanza frequente l’attivazione di dibattiti su temi di grande interesse pubblico. Le “scintille” che scatenano questi dibattiti molto spesso sono di carattere ideologico, oppure basate su interpretazioni anche personali di dati scientifici da parte di qualcuno che non sempre ha l’adeguata preparazione per farle.

Esempi ce ne sono molti come gli alimenti OGM, l’alimentazione vegana, le vaccinazioni, la medicina omeopatica, la presunta pericolosità del latte, l’olio di palma, la sperimentazione animale e così via.

I dibattiti che si instaurano solitamente vedono schierati una vasta e bizzarra categoria di “comunicatori” spesso spacciati come “esperti” che in effetti non sono altro che degli “opinionisti” professionalmente votati a lanciare allarmismi di ogni genere. Il guaio è che grazie alla loro abilità riescono a condizionare l’opinione pubblica; da questa attività spesso ne traggono benefici diretti o indiretti che possono essere semplicemente una maggiore visibilità oppure vantaggi economici più o meno trasparenti.

I primi che tentano di arginare il dilagare delle disinformazioni sono gli esperti delle strutture pubbliche (Ministeri, strutture di ricerca, Comitati Scientifici) con risultati generalmente modesti. Una delle cause della scarsa considerazione delle risposte “ufficiali” è che non sempre sono tempestive; gli esperti infatti prima di intervenire debbono studiare a fondo i problemi per essere certi di non commettere degli errori di valutazione.

I “media” invece hanno bisogno di risposte immediate con cui raggiungere i cittadini, possibilmente con degli “scoop” che possono essere “venduti” rapidamente aumentando le tirature dei giornali e/o incrementando gli indici di ascolto radiotelevisivi.

Si attiva quindi una gara a chi la spara più grossa e generalmente viene dato ascolto a chi è in grado di ingenerare allarmismi.

 

Leggi l’articolo su Alimenta – Commentario tecnico giuridico della produzione agroalimentare.

Campagne Liberali è un'associazione di cittadini che difende la libertà di scelta e promuove il metodo scientifico.

Comment

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*
*