I Pericoli del Politically Correct: Intervista al prof. Gulisano

Oggi i cambiamenti climatici continuano ad essere un dei principali argomenti nell’arena pubblica. Spesso e volentieri gli incendi boschivi attirano l’attenzione dei media. Tuttavia, per gli incendi riguardanti la foresta pluviale amazzonica, i dati sono stati analizzati in maniera errata. Molte cose sono state dette su di loro da parte dei media, dalle ONG e da diversi politici. Come sempre, affidandoci al metodo scientifico, vogliamo presentare in maniera fattuale ciò che sta realmente accadendo.

Abbiamo parlato con il professor Adriano Gianturco Gulisano, i cui studi si concentrano su politica ed economia presso l’Università IBMEC in Brasile, per ottenere il suo punto di vista sulla crisi e cercare di capire ulteriormente la situazione.

Questo è quello che abbiamo scoperto.

 

Qual è il suo punto di vista sulla quantità di deforestazione e incendi boschivi nella foresta amazzonica?

Possiamo dividere le informazioni in due punti principali; uno si basa su dati empirici; l’altro riguarda la narrativa riguardante i dati, gli aspetti ideologici e politici. All’estero, le notizie sull’Amazzonia e sugli incendi sono viste come apocalittiche e terribili, persone che muoiono e l’ambiente devastato. Il punto è che gli ambientalisti stanno diventando molto emotivi ed è difficile parlare razionalmente di queste tematiche. Questo rende molto difficile guardare i dati in maniera logica. I dati mostrano che la situazione ambientale del mondo sia in miglioramento. Certo, in alcuni paesi, questo non è vero, e la situazione potrebbe anche peggiorare, ma dobbiamo guardare a lungo termine. Non disponiamo di dati sufficienti per dire qualcosa con certezza adesso. Dobbiamo aspettare almeno fino alla fine di quest’anno per analizzare i dati o forse anche di più. Se guardiamo invece ad altri dati, la situazione in Brasile è abbastanza positiva. Le aree protette in Brasile sono circa il 64% del paese. Nessun altro grande paese al mondo protegge così tanta terra come il Brasile.

Crede che attualmente non ci siano tanti incendi come in passato?

In questi mesi ci sono stati più incendi rispetto allo scorso anno, questo è un dato di fatto. Ma dobbiamo aspettare fino alla fine dell’anno per vedere se il totale sarà più o meno o uguale. Inoltre, sono più rispetto allo scorso anno, ma non sono di più rispetto agli ultimi dieci anni. Se dopo quattro anni, al termine di questo governo, la deforestazione e gli incendi fossero cresciuti in quantità esponenziale, allora potremmo dire che ciò è accaduto per colpa del governo, ma in questo momento non possiamo fare questa affermazione.

Perché pensa che i media si concentrino così tanto sugli incendi solo adesso?

Per un semplice motivo: l’aspetto politico. Gli incendi sono iniziati in Bolivia, ma la situazione non riceve minimamente lo stesso tipo di attenzione. Ad esempio, alla stessa latitudine, negli stessi giorni, nelle stesse settimane, ci sono stati più incendi in Africa e nel Congo. Allora perché riceviamo ogni tipo di informazione sul Brasile mentre non sappiamo niente sulla situazione in Congo? Ci sono due punti essenziali, uno è il problema politico e l’altro è la folle isteria ambientale. Le persone non criticano i governi di sinistra tanto quanto quelli di destra. I media sono del tutto contrari a questi governi prima che facciano qualsiasi cosa. Guardando i dati, abbiamo molto sul passato e molto sugli incendi attuali, ma è troppo presto per esprimere giudizi sull’attuale governo. Quando il problema è iniziato, mancavano più sette mesi all’inizio nuovo governo, quindi non disponiamo di dati sufficienti per giungere a conclusioni riguardanti la situazione attuale. Ciò che vediamo in Brasile non è garantito che durera’ a lungo. Ciò che mi colpisce è che anche se è vero che la deforestazione e gli incendi stanno aumentando, non vedo come sia colpa di questo governo. Se fosse stato un governo di sinistra, tutti avrebbero avuto una visione completamente diversa e avrebbero cercato di aiutare la situazione. Certo, non era un desiderio del governo di destra provocare la deforestazione e gli incendi. Nessuno ama l’Amazzonia in Brasile più dei militari. Non possiamo dire che è colpa del governo in quanto non ci sono prove. I soldati adorano davvero l’Amazzonia e i suoi territori. L’aspetto politico rimane dunque fondamentale.

Che tipo di impatto economico e sociale hanno la deforestazione e gli incendi sulla popolazione locale?

Non ci sono molte persone che vivono in Amazzonia; oltre il 50% della popolazione vive nelle grandi città. Pochissime persone vivono effettivamente nella foresta. Solo due persone sono morte durante questi incendi in tutto l’anno. Questa è una tragedia e, dal punto di vista umano, è terribile, ma statisticamente è bassa, quando si hanno incendi in Spagna o in Italia,  spesso la situazione e’ peggiore. Le aziende stanno facendo pressioni affinché il governo adotti misure più forti poichè l’opinione internazionale riflette in modo alquanto negativo su di esse. Le aziende vogliono dimostrare che stanno lavorando per spegnere gli incendi perché è nel loro interesse farlo.

Che cosa intende fare il governo in merito agli incendi e alla deforestazione nelle aree amazzoniche?

All’inizio, non credo che abbiano affrontato molto bene la situazione. Hanno negato ciò che stava accadendo e non hanno cercato di aiutare. Questa è stata una cattiva strategia. Ma una settimana dopo hanno iniziato a cambiare la loro comunicazione e sono diventati più trasparenti in quello che stavano facendo. Hanno approvato una legge speciale che conferisce poteri speciali ai militari e alla polizia per controllare l’area. Hanno inviato lì i militari per gestire e proteggere l’ambiente e arrestare le persone che lo stavano danneggiando. Queste azioni sono assai costose ma ciò è necessario per garantire la protezione dell’ambiente.

È vero che l’amministrazione Bolsonaro è alla base di questa perdita di foreste, come sostengono alcuni media e ONG?

Assolutamente no, questo è il mio punto. Questa è una forte accusa e deve essere dimostrata. È un’accusa criminale. In tal caso, qualcuno deve andare in prigione. Ad oggi, non ci sono prove su questo. Non riesco a vedere quale interesse il governo dovrebbe avere nel causare qualcosa del genere. Anzi, per molti versi è l’opposto. È nel loro interesse prevenire questi problemi. È un grosso problema da affrontare per il presidente e sarebbe contro qualsiasi guadagno politico accendere gli incendi e promuovere la deforestazione. Il presidente non ha modificato alcuna legge ne ha ridotto il controllo dell’ambiente. Non vedo la connessione tra il governo e gli incendi.

Cosa si può fare nell’area amazzonica per preservare la natura e la biodiversità?

Il modo migliore è solo quello di promuovere il libero mercato e il processo economico. Ad esempio, l’80% della terra amazzonica è di proprietà pubblica del governo federale, quindi non mi sorprende che il Brasile abbia questo tipo di problema. Si chiama tragedia dei beni comuni; quando qualcosa è di tutti, non è di nessuno e nessuno se ne prenderà cura. Al contrario, abbiamo Pantanal, che è un’area ambientale critica e l‘80% della terra è privata, li invece funziona molto bene. Puoi andare lì e pagare per pescare e cacciare, ma paghi anche per quello che porti fuori. È un ottimo modo per consentire alle persone di esplorare l’ambiente senza distruggerlo scoraggiando le persone dall’influenzare negativamente l’ambiente e abusarne. Le aziende vengono pagate per la terra e per mantenerla pulita. Quando queste cose sono controllate dal governo, semplicemente non funziona in questo modo. Le aziende hanno un motivo per proteggere queste proprietà. Se si tratta di proprietà privata, hanno il dovere di pulire la loro proprietà e di occuparsene, altrimenti si mettono nei guai. Nessuno distrugge un terreno quando vive su di esso. Le aziende vogliono preservare l’ambiente perché ne hanno bisogno per fare soldi. Inoltre, il settore agricolo è estremamente produttivo, la percentuale di terra utilizzata è solo del 7% circa.

In che modo le aziende che vi operano possono essere coinvolte in una catena di produzione e fornitura sostenibile?

Le aziende vogliono già diventare più sostenibili ed è contro il loro interesse distruggere l’ambiente. La curva di Kuznets mostra che nella prima fase del processo economico i paesi usano più risorse dall’ambiente, ma poi quando raggiungono un certo livello di progresso, l’uso delle risorse ambientali inizia a diminuire a causa dell’aumento dell’efficienza delle risorse. Le aziende hanno un incentivo a usarne di meno e ad essere più efficienti naturalmente, ma ciò non viene spesso notato dai consumatori e dai principali media.

 

Qui all’Istituto ForFreeChoice, crediamo nella trasparenza per i cittadini. Parte di ciò include mostrare tutti gli aspetti di una questione in modo che le persone possano prendere le decisioni più informate. I media vogliono farci credere che il governo brasiliano stia rovinando l’ambiente e la foresta pluviale amazzonica, ma non ci sono fatti sufficienti per questo. Dobbiamo tenere a mente gli aspetti politici delle questioni tanto quanto quelli ideologici e continuare a fare scelte logiche a beneficio dell’ambiente.

Il prof. Adriano Gulisano ci ha fornito un altro aspetto della storia che deve essere preso in considerazione quando si affronta il problema. Il modo migliore per promuovere la sostenibilità è implementare le economie del libero mercato e informare i cittadini, così come i decisori, con fatti scientifici e informazioni corrette.

Non possiamo fidarci di tutto ciò che ci viene detto e dobbiamo cercare la verità attraverso i dati empirici per fare la differenza.

 

Campagne Liberali è un'associazione di cittadini che difende la libertà di scelta e promuove il metodo scientifico.

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