La Svizzera dice no al sovranismo

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Il risultato del referendum Svizzero vede fallire l’iniziativa sovranista che voleva porre le leggi nazionali sopra il diritto internazionale. Una vittoria per gli europeisti svizzeri – e la stessa Europa – che evitano l’introduzione di ulteriori ostacoli tra Berna, Bruxelles ed il resto del mondo. Tutti i cantoni si sono schierati ampiamente con il “No” con una media nazionale che si è attestata sul 67% circa.

Solo la Russia illiberale di Putin, dal 2015, fa prevalere il diritto nazionale su quello internazionale. L’iniziativa posta dai sovranisti dell’Udc (Union Démocratique du Centre) come ‘Il diritto svizzero anziché i giudici stranieri’ mirava a decretare maggiore importanza alla Costituzione rispetto a tutti i trattati internazionali. L’Udc avrebbe probabilmente utilizzato la vittoria del Sì per ridiscutere l’accordo di libera circolazione tra UE e Svizzera, cercando di porre il referendum anti-immigrazione del 2014 sopra Schengen.

La Svizzera, seppur mantenendo la sua neutralità, decide con fermezza di non abbandonare il sentiero europeo non cadendo nella trappola del sovranismo illiberale. Numerosi accordi in ambito economico, sociale, culturale e sui diritti umani non verranno, per fortuna rimessi in discussione.

I negoziati tra Svizzera e UE, volti ad irrobustire la relazione, possono dunque ripartire con un nuovo entusiasmo, spinti da una nuova (ahimè rara) ventata europea. Tutti i sovranisti Europei, da Berna a Londra, possono mettersi l’anima in pace: non possono esistere accordi bilaterali assimetrici o à la carte con l’Unione.  Il No di questo referendum dunque rappresenta una vittoria per i liberali e per gli europeisti. Di questi tempi, c’è la prendiamo tutta.

 

Campagne Liberali è un'associazione di cittadini che difende la libertà di scelta e promuove il metodo scientifico.

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