Sostenibilità sotto attacco: ecco i numeri reali sugli incendi

olio di palma

Il mondo brucia dalla California alla Russia, dell’Amazzonia all’Europa. Ma i grandi media nazionali ed internazionali puntano il dito sempre e solo in una direzione: verso i paesi del sud-est asiatico produttori di olio di palma. È sempre e solo colpa loro. Secondo i dati di Global Forest Watch dell’ultima settimana, gli incendi in Brasile sono quasi 10000, altri 10 mila tra Angola e Mozambico mentre in Indonesia – paese produttore di olio di palma – sono 3000.

Non vogliamo assolutamente minimizzare i danni ed i pericoli associati agli incendi. Ma non possiamo permettere ai media disseminatori di fake news di incolpare sempre e solo i paesi produttori di olio di palma. Non vediamo questo tipo di giornalismo per gli incendi in Russia o in Amazzonia.

Forse non sanno, o ignorano di sapere che in Indonesia è in vigore una moratoria per cui non si possono più tagliare alberi per piantare palme da olio, restano attive le concessioni pregresse. Allo stesso tempo, esistono aree che vengono rimboscate da filantropi e aziende responsabili e aree povere, prive di foreste e scarse di biodiversità, vengono arricchite dalla presenza di piantagioni sostenibili di olio di palma.

I media che vogliono infangare la reputazione dell’olio di palma, ignorano il fatto che esistono diverse tipi di piantagioni. CI sono i grandi produttori ed i piccoli agricoltori che hanno investito su una filiera sostenibile, certificata e tracciabile.

Significa che in Indonesia va tutto bene? No. Ci sono alcuni produttori di frodo che la legge persegue. Ci sono aziende irresponsabili che noi perseguiamo.  Per questa ragione abbiamo chiesto al Governo indonesiano di fare di più per punire chi non rispetta la legge.  

I paesi del Sud Est Asiatico hanno imparato dagli errori del passato. In pochi anni hanno raggiunto risultati a quelli che in molte regioni dell’Occidente non sono stati raggiunti in millenni di attività umana.Muoversi verso una maggiore sostenibilità ambientale necessita però di una forte collaborazione tra agricoltori, fornitori, produttori e consumatori. Fortunatamente, gli sforzi del settore privato si coniugano con le politiche per la sostenibilità implementate dai governi del Sud-Est Asiatico.

Secondo gli ultimi dati pubblicati da Global Forest Watch, la situazione in Indonesia è in netto miglioramento. Le politiche governative hanno ottenuto effetti tangibili, raggiungendo risultati concreti ed immediati:

  • La perdita di foresta è scesa al livello più basso dal 2003, continuando il calo promettente iniziato nel 2016;

  • Solo nell’ultimo anno, la perdita di foresta è stata inferiore del 40% rispetto al tasso medio annuo di perdite nel timeframe 2002-2016.

  • L’argomento e le fake-news dei media che vedono le aziende che usano olio di palma come dei piromani deforestatori viene anche smentito anche dai dati che vedono solo l’11% degli incendi coinvolgere piantagioni di palma, con un numero già in forte diminuzione.
  • Una riduzione del 46% in ettari di foresta vittime di roghi solo tra il 2016 ed il 2017 dimostra chiaramente come i legislatori ed imprenditori locali stiano ponendo una maggiore attenzione all’ecosistema indonesiano.

È importante attenersi alla realtà dei fatti. I numeri forniti dimostrano chiaramente come l’olio di palma sostenibile favorisca la biodiversità e la sostenibilità nella foresta del sud est asiatico. Olio di palma sostenibile – dunque posti di lavoro, prosperità, riduzione della povertà – e oranghi possono coabitare.  Rendere le catene di approvvigionamento trasparenti e sostenibili permette alle stesse aziende di generare un vantaggio competitivo sia con investitori che con clienti. Non giunge dunque come una sorpresa la richiesta degli investitori nelle coltivazioni di soia di fermare la deforestazione causata dalla catena di approvvigionamento.

Gli sforzi della politica locale e del settore privato nel porre maggiore enfasi sulla tutela dell’ecosistema stanno finalmente portando risultati importanti. Questa e’ la via da perseguire.

Campagne Liberali è un'associazione di cittadini che difende la libertà di scelta e promuove il metodo scientifico.

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