I cittadini con libere opinioni: “neofiti” e “reaganiani”

Campagne Liberali risponde ad alcune accuse ricevute sul tema accise e tabacchi. Forse abbiamo infastidito qualcuno, ma difendendo la libera scelta può capitare.

Siamo neofiti e reaganiani? Semplicemente liberali che cercano di promuovere il dibattito scientifico e usare il metodo sperimentale. Siamo stati accusati in un articolo di non aver compreso bene la questione accise e tabacco e di aver formulato proposte balzane. Ebbene, noi non dobbiamo vendere sigarette né convincere nessuno a comprarle. Semplicemente facciamo delle analisi con lo scopo di tutelare la libertà di scelta.

Partiamo con una precisazione. Chi ha scritto l’articolo afferma che: “tutela della salute e garanzie di gettito dovrebbero guidare il legislatore”. Questa affermazione risulta piuttosto ipocrita, se detta da un produttore di sigarette, ed è pure falsa. Non vi è alcuna correlazione fra le due cose: salute e gettito. È chiaro che le tasse servano anche a finanziare il sistema di welfare, ma la relazione finisce qui. Più tasse e più gettito non generano più salute. È un’emerita baggianata che potrebbe smentire chiunque. Non solo. Le accise sulle sigarette, così come l’imposta di consumo applicata alle sigarette elettroniche, hanno contribuito ad aumentare il mercato nero in entrambi i settori (dati KPMG Sun 2015). E ne ha risentito, ovviamente, anche la salute degli utilizzatori, in particolare appartenenti alle fasce meno abbienti.

Campagne Liberali, peraltro, non ha mai proposto di abbassare il prezzo delle sigarette in nessuna delle fasce (bassa-media-alta). Dunque, non si capisce perché questo elemento venga citato nell’articolo.

Quando poi si parla di “quelli che vogliono che lo Stato mantenga il prezzo delle sigarette basso, magari favorendone l’acquisto a chi da spendere ha solo la paghetta” e di “aumentare inevitabilmente l’onere fiscale minimo per riequilibrare i prezzi” il senso dell’articolo diventa un po’ confuso. Chi determina se il prezzo delle sigarette è alto o basso? Il mercato. Il ruolo dello Stato deve essere quello di regolatore e arbitro imparziale, non di padrone che decide il prezzo di questo o quel prodotto come sembra auspicare chi ha scritto l’articolo. La manovrina potrebbe portare nella direzione opposta rispetto ad un’equa e imparziale tassazione poiché ancora una volta andrebbe ad influire sul prezzo di alcuni prodotti (di fascia medio-bassa), salvandone altri (quelli di fascia alta), e dunque si avrebbe una distorsione evidente dei meccanismi di libero mercato i cui danni ricadono anche sui singoli cittadini consumatori. Nei nostri articoli l’abbiamo sempre esposto in modo chiaro.

Proseguendo si legge che l’Italia dovrebbe uniformare la tassazione sulle sigarette per tutti i prodotti per entrare in linea con il sistema europeo. Chiariamo: il sistema fiscale italiano è pienamente in linea con il dettame comunitario. La scelta di avere una tassa fissa di importo limitato è storicamente tipica del mercato italiano. Inoltre l’aumento della componente fissa avrebbe l’effetto di aumentare la regressività dell’imposta ovvero aumentare la marginalità delle sigarette vendute a prezzo alto: questo aumento di marginalità per alcuni produttori si traduce in un minor gettito per lo Stato. Perché aumentare la componente specifica in un contesto storico dove sono richieste entrate dal tabacco crescenti? Questa mossa non favorirebbe sempre uno o due produttori a scapito di altri, distorcendo il mercato?

Ci viene poi contestato l’uso del termine “equo”. S’intende tassazione “equa” quando essa è simmetricamente distribuita su tutti i prodotti, senza fare preferenze e non quando si privilegiano i player dominanti (in Italia commerciano la fascia di prezzi più alta) in un mercato che è un oligopolio imperfetto. Significa non rinunciare al gettito e nemmeno alla tutela della salute, visto che l’Italia è stata tra i primi a recepire la nuova direttiva europea (stop ai pacchetti da 10 sigarette, immagini crude sui pacchetti come dissuasore).

Infine, i nuovi prodotti. Sulle sigarette elettroniche abbiamo semplicemente proposto di rimettere mano alla regolamentazione del settore per permettere a imprese e lavoratori di operare con un quadro di regole certe e con una tassazione che segua criteri scientifici. In questo modo, riportando regolarità nella filiera e limitando il contrabbando, il sommerso e l’elusione, si potrebbe ricavare un gettito importante che è ciò che più interessa allo Stato, ovviamente dopo la salute.

Sui prodotti a tabacco riscaldato, dal momento che utilizzano comunque tabacco e nicotina, si propone di applicare la normale tassazione delle sigarette tradizionali, dal momento che non vi è nessun motivo per cui abbiano ottenuto uno sconto del 50%. O meglio, qualche motivo c’è, ma non sembra sufficiente a giustificare un tale privilegio. Tantomeno a gravare collateralmente sulle tasche dei cittadini.

Comprendiamo l’abitudine ai dibattiti da tribunale, ma noi cerchiamo solo di contribuire alla discussione per migliorare la libertà dei cittadini e la loro prosperità, compresa quella dello Stato, cui i monopoli, compresi quelli corporativi, fanno male.

 

Campagne Liberali

Campagne Liberali è un'associazione di cittadini che difende la libertà di scelta e promuove il metodo scientifico.

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