Il grande inganno delle etichette “senza”. Uno studio lo conferma.

Etichette senza olio di palma
Come influisce tutto quello che ci viene comunicato sulle nostre scelte e i nostri consumi? Per rispondere a questa domanda un team di ricercatori ha analizzato le risposte di oltre 2000 persone in cinque paesi europei, concentrandosi soprattutto sulle etichette “senza glutine”, “senza lattosio”, “senza OGM” e “senza olio di palma”.

Lo studio “Food Quality and Preference”, condotto dal Politecnico Federale di Zurigo in collaborazione con EUFIC (European Food Information Council), si concentra sul rapporto tra i consumatori e le informazioni relative agli alimenti come ad esempio i messaggi presenti sulle confezioni, i claim pubblicitari e le etichettature. Molte aziende utilizzano il messaggio “senza…” per attrarre nuovi clienti, ma spesso fanno disinformazione come nel caso dell’olio di palma.

Come influisce tutto quello che ci viene comunicato sulle nostre scelte e i nostri consumi? Per rispondere a questa domanda un team di ricercatori ha analizzato le risposte di oltre 2000 persone in cinque paesi europei, Regno Unito, Francia, Svizzera e Polonia, concentrandosi soprattutto sulle etichette “senza glutine”, “senza lattosio”, “senza OGM” e “senza olio di palma”. L’evidenza scientifica conferma che i consumatori preferiscono gli alimenti “senza qualcosa”, ma spesso non hanno alcuna idea se effettivamente togliere quel preciso ingrediente abbia un effetto migliore. In poche parole, vengono attratti da una strategia di marketing volta più a colpire la percezione del cittadino che a informarlo correttamente.

Le conclusioni dello studio sono chiare:

· I consumatori preferiscono i prodotti “senza qualcosa” a prescindere perché li considerano automaticamente più sani.

· Vi è scarsa conoscenza da parte dei consumatori sugli ingredienti che vengono esclusi dalle formule e poi inseriti nel claim “senza”. Ad es. “senza olio di palma” o “senza OGM”.

· Le aziende sfruttano questa scarsa consapevolezza del consumatore per presentare i propri prodotti come più salutari, utilizzando le etichette “senza”, ma non informano correttamente.

Ecco, dunque, confermato da un’altra ricerca scientifica come il marketing sia spesso ingannevole verso i cittadini e non abbia alcuna velleità informativa. Le etichette “senza” sono l’ennesima riprova di quanto è facilmente manipolabile la percezione del consumatore e della necessità di informazioni scientifiche nel campo alimentare. L’obiettivo è smettere di subire passivamente tutto quello che viene imposto come un nuovo trend ma non ha alcun fondamento né si basa su fatti comprovati.

L’olio di palma è stato vittima della disinformazione e molti di noi sono stati ingannati dalle aziende. E lo stesso è avvenuto per molti altri alimenti. Sarebbe ora di mettere fine a questa fiera delle fake-news.

Scarica lo studio.

Campagne Liberali è un'associazione di cittadini che difende la libertà di scelta e promuove il metodo scientifico.

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