Coop: incoerenza sull’olio di palma, alle spalle dei consumatori

Coop stop olio di palma
Continuare a usare il claim “senza olio di palma” non ha senso ed è ingannevole, soprattutto dopo che la Commissione Europea e l’EFSA hanno rivisto le dosi giornaliere tollerabili per i contaminanti alimentari (nel caso del 3-MCPD al rialzo) che si formano nel processo di lavorazione ad alte temperature di tutti gli oli vegetali.

Era il 2013 quando Claudio Mazzini, Responsabile sicurezza e sostenibilità di Coop, dichiarava pubblicamente che sull’olio di palma giravano delle bufale alimentari su cui andava fatta chiarezza (guarda il video qui). Una di queste bufale sosteneva che facesse male. La realtà dei fatti, secondo Mazzini di Coop, era andreottianamente ben più complessa e dal punto di vista nutrizionale sostituirlo non avrebbe apportato un miglioramento ai prodotti. Che cosa è cambiato oggi per Coop che è diventata l’alfiere della crociata anti olio di palma?

Mazzini Coop Olio Palma

Forse è cambiato che il marketing ha preso il sopravvento sulla razionalità. Anche Coop, come altre catene e aziende, ha contribuito a spalare fango su un ingrediente che ha sempre utilizzato sostenendone la sicurezza.

Basta infatti un semplice confronto per capire che ha perso ogni credibilità sull’argomento. Nel 2013 e 2014, Coop sosteneva:

1 – Salute: Il problema non è legato all’olio in sé, ma all’eccessivo consumo di grassi saturi che comunque sono contenuti in tutti gli oli e grassi vegetali. I grassi saturi vanno consumati moderatamente in una dieta equilibrata. Se l’olio di palma fosse sostituito con, burro o altri ingredienti, non solo ci sarebbe un impatto sul sapore, ma anche sui livelli di colesterolo di cui l’olio di palma è privo (guarda la dichiarazione di Claudio Mazzini di Coop qui).

2 – Ambiente: Il problema ambientale esiste, ma la soluzione è collaborare insieme alle associazioni e ai produttori in modo da costruire una filiera sostenibile. Il problema è fermare la deforestazione, NON fermare la coltivazione delle palme da olio (anche in questo caso ci sono le prove qui).

A distanza di soli due anni, la “coerente” Coop ha cambiato idea improvvisamente e nel nuovo manifesto 0% olio di palma si rimangia tutto.

Coop Stop Olio Palma

Dopo l’uscita del parere EFSA del maggio 2016, in cui si parlava di contaminanti alimentari (qui per maggiori info), Coop insieme ad altri (Barilla vi dice qualcosa?) ne ha approfittato per confondere le acque e i consumatori e ha sostituito l’olio di palma con pubblicità sbandierate ai quattro venti e claim “senza olio di palma” scritti ovunque. Persino dove l’ingrediente non era mai stato utilizzato! Non solo, le catene di supermercati (vedi anche Auchan oltre a Coop) si sono auto proclamate difensori pubblici della salute dei cittadini, sostenendo di aver agito secondo il principio di precauzione. Perché? Perché ovviamente l’olio di palma non fa più bene. Anzi, fa male, malissimo.

Ma come? Nel 2014 era l’olio migliore del mondo, andava difeso a spada tratta, e adesso fa male? È il marketing, bellezza. Peccato che sia tutta una grande montatura!

A smentirla ci ha pensato la stessa EFSA (European Food and Secutiry Agency) che ha innalzato la dose giornaliera tollerabile (DGT) di 3-MCPD in μg/kg di peso corporeo da 0,8 a 2 per TUTTI gli oli vegetali senza discriminazione e ha pubblicato un nuovo regolamento europeo sui contaminanti. Non solo, una ricerca dell’Università Federico II di Napoli (leggi qui) ha rilevato che: “i dati sui campioni commerciali, confermano che per i consumatori italiani di oli vegetali questi contaminanti non raggiungono concentrazioni particolarmente rischiose” a conferma che i prodotti presenti sul mercato rientrano già nelle soglie di sicurezza.

Dunque, di quale principio di precauzione parlano Coop e co.? Quello che non possono esercitare perché prerogativa, per fortuna, degli enti nazionali preposti alla salvaguardia della salute? Forse se ne sono inventati uno tutto loro, ma di sicuro non ha alcun valore scientifico di fronte ai fatti.

Perché invece non si comportano come le catene responsabili e vicine ai principi scientifici tipo Carrefour che si è impegnata a usare olio di palma responsabile al 100% entro il 2020 (leggi qui). Forse perché è meglio continuare a mentire pur di vendere un pacco di biscotti in più?

Ma la vera domanda è: se sanno di mentire, perché continuano a scrivere “senza olio di palma” sui loro prodotti? Sono consapevoli di ingannare il consumatore e l’opinione pubblica. Potrebbero perlomeno farla finita con questa pantomima senza senso e tornare a lavorare seriamente. Forse stiamo chiedendo troppo?

Campagne Liberali è un'associazione di cittadini che difende la libertà di scelta e promuove il metodo scientifico.

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