GEO (RAI3): Dalla Scienza alle Bufale

La trasmissione RAI Geo è nata per divulgare documentari scientifici. A condurla era Folco Quilici. Oggi, molti conduttori dopo, il metodo scientifico sembra un lontano miraggio, come nella puntata del 6 Novembre: si torna a menzionare l’olio di palma, e naturalmente lo si fa per denigrarlo con affermazioni prive di fondamento scientifico e ricche di livore personale.

La trasmissione RAI Geo è nata per divulgare documentari scientifici. A condurla era Folco Quilici. Oggi, molti conduttori dopo, il metodo scientifico sembra un lontano miraggio. E’ stato sostituito dall’emotività ambientalista, cioè quella forma di pensiero che nega la scienza per sostituirla con l’utopia idealista. Il risultato è l’inganno dell’utente.

Si prenda ad esempio la puntata del 6 Novembre. Si torna a menzionare l’olio di palma, e naturalmente lo si fa per denigrarlo con affermazioni prive di fondamento scientifico e ricche di livore personale. Sono due le ipotesi: o alla redazione di GEO non piace l’olio di palma per motivi personali oppure l’ideologia ha offuscato il rigore scientifico.

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Se fosse vero il primo caso, la trasmissione non sarebbe un servizio pubblico e quindi andrebbe quantomeno ripensata la sua missione primaria. A questo punto converrebbe tenere aperto un programma ideologizzato?

Se fosse vero il secondo caso, invece, andrebbero rivisti i metodi al fine di fornire un servizio pubblico di qualità e scientificamente valido.

Partiamo dall’assunto che le opinioni personali vanno supportate con fatti scientifici. Nella puntata del 6 novembre sull’olio di palma, la conduttrice ci ha provato, menzionando un ente di rilevanza internazionale come l’EFSA. Peccato che nel farlo ha finito per esulare dalla funzione del servizio pubblico e dalla sua etica di giornalista scadendo nella mera retorica ideologizzata. Ha infatti stravolto il documento EFSA, come fanno in molti, con il solo scopo di denigrare l’olio di palma. E questo non va affatto bene. Soprattutto se a farlo è un paladino della scienza e della ricerca.

Rinfreschiamo la memoria alla redazione di GEO, così come faremo con una lettera alla vigilanza RAI.

L’olio di palma non è nocivo né cancerogeno se consumato, come tutti gli ingredienti, all’interno di una dieta bilanciata. Ci sono centinaia di studi scientifici a dimostrarlo, molti disponibili sul nostro sito www.campagneliberali.org;

– L’EFSA ha segnalato dei rischi potenziali – in particolari condizioni – che riguardano l’olio di palma così come molti altri oli vegetali. Perché non menzionare anche gli altri oli durante il programma GEO? Tra l’altro chi ha sostituito il palma lo ha fatto con questi stessi oli;

Il parere dell’EFSA non riguarda l’olio di palma ma alcuni contaminanti che possono formarsi durante la lavorazione degli oli se si adottano processi adeguati. Non RACCOMANDA il ritiro dal commercio. Si riserva ulteriori controlli sugli oli vegetali raffinati in determinate condizioni. Inoltre, l’EFSA sta rivedendo il parere in questione – a GEO sembrano non essersene accorti o fanno finta di nulla – proprio perché il metodo di lavoro utilizzato non è scientificamente esaustivo e necessità di miglioramenti;

– Va ricordato anche che l’olio di palma può essere raffinato evitando la formazione di quei contaminanti su cui il parere dell’EFSA ha richiesto una ricerca più approfondita. Molte aziende alimentari che utilizzano l’olio di palma si stanno adeguando e hanno ricevuto il plauso dell’EFSA stessa;

L’olio di palma è stato eliminato, soprattutto in Italia, per ragioni puramente commerciali, con toni e metodi spesso ingannevoli per il consumatore. E’ stato sostituito con ingredienti che non sono necessariamente migliori e in certi casi si tratta di un rimedio dovuto alla scarsa innovazione dei processi lavorativi di alcuni produttori che hanno preferito toglierlo piuttosto che aggiornarsi tecnologicamente;

Come dimostra lo studio di Campagne Liberali – disponibile QUI – la maggior parte dei prodotti da cui è stato eliminato il palma non hanno ridotto la presenza di grassi saturi. Se lo hanno fatto è solo in misura minima. In altre parole: è stato sostituito, ma i grassi saturi non sono diminuiti. GEO piuttosto che celebrare l’assenza di palma, dovrebbe informare il consumatore che senza il palma non è cambiato nulla;

In una comunicazione recente il MISE dichiara che l’etichetta “senza olio di palma” è legittima solo se vi è un miglioramento dei valori nutrizionali. Tale miglioramento deve essere dimostrabile. Secondo lo studio di qui sopra quindi, molte etichette “senza olio di palma” sarebbero illegali;

– Alcune aziende di distribuzione e alimentari hanno invocato il principio di precauzione per giustificare l’assenza di palma. Ognuno è libero di usare gli ingredienti che vuole. Non si può invece sbandierare il principio di precauzione a piacere, poiché riconoscerlo e agire di conseguenza compete solamente ad istituzioni pubbliche accreditate.

Evitiamo di entrare nella questione ambientale. Quella delle palme è la piantagione più sostenibile e ciò è stato riconosciuto anche grandi ONG ambientaliste come il WWF. In altre parole, se eliminassimo le palme, gli agricoltori locali le sostituirebbero con piantagioni meno produttive, e quindi con peggior impatto sull’ambiente. Si piantano palme perché richiedono meno terreni, sprecano meno energia e necessitano di meno fertilizzanti.

Nessuno nega il grave problema della deforestazione. Le palme sono state solo una delle cause in passato, non la peggiore e spesso non la causa primaria. Le foreste venivano abbattute per altre ragioni (legname, carta, etc.). Perché GEO non denuncia le peggiori? I paesi produttori di olio di palma hanno avviato politiche per la protezione delle foreste e della biodiversità. Hanno avviato programmi a favore della sostenibilità. Così ci si deve impegnare per una filiera più sostenibile, come stanno facendo molte imprese piccole e grandi.

I paesi produttori sono arrivati alla sostenibilità in meno di 50 anni di produzione. In Italia e in Europa abbiamo impiegato qualche millennio.

Auspichiamo che GEO possa ritornare alle origini e, sull’olio di palma, avviare un dibattito scientifico serio e non basato su ideologie e pregiudizi. Lo scopo di tale dibattito dovrebbe essere quello di:

  • migliorare la sostenibilità a livello globale,
  • favorire la prosperità dei paesi migliorandone le condizioni di vita,
  • migliorare la biodiversità e tutelare la fauna,
  • favorire il consumatore, educandolo a utilizzare il metodo sperimentale.

A GEO ultimamente si stanno limitando a fornire all’utente messaggi pre-confezionati senza basi scientifiche per soddisfare i propri desideri idealisti e giocare sulle emozioni del momento. Il mondo non è come lo immaginano a GEO, in bianco o nero. E’ molto più diverso e colorato. Per fortuna.

Campagne Liberali è un'associazione di cittadini che difende la libertà di scelta e promuove il metodo scientifico.

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