Il PD diviso sulla scienza cerca di arginare le brutte figure

renzi

La scorsa settimana il presidente del Consiglio della Regione Toscana, Emilio Giani, a margine della presentazione della Biennale enogastronomica ha confermato l’incertezza del Partito Democratico riguardo la questione olio di palma. Giani ha infatti sottolineato come la mozione presentata dai 5 stelle in Consiglio regionale volta a bandire questo ingrediente dai luoghi pubblici, che è stata votata e approvata anche grazie al PD toscano, sia solo un atto di indirizzo e non una sentenza di condanna. Anzi, conclude Giani, l’argomento deve essere approfondito e dibattuto ancora e ciò verrà fatto dall’Assessorato

Le parole dell’autorevole esponente del PD locale suonano una giustificazione per aver inseguito il Movimento 5 Stelle sul terreno del populismo più che una presa di posizione consapevole sull’olio di palma. Eppure il voto favorevole è stato dato con molta sicurezza stando alle dichiarazioni della portavoce democratica nella circostanza, la consigliera Serena Spinelli. Che invece ha parlato di principio di precauzione (quale? se la scienza ha dichiarato e ancora oggi dichiara questo olio sano).

All’alba del referendum sulla Costituzione e con un PD dato in calo nei sondaggi la diffidenza verso l’olio di palma viene utilizzata per riavvicinare con la paura i consumatori come fanno consuetamente i grillini. Rassicurandoli del fatto che la politica li protegge sempre, mettendo la propria voce su qualsiasi aspetto della vita quotidiana del cittadino e occupandone anche il diritto alla libertà individuale.

Peccato che attraverso questo comportamento paternalistico la politica non faccia altro che invadere la nostra sfera privata, sostituendosi alla libera scelta. E per raggiungere i suoi obiettivi mente spudoratamente a tutti noi perché si fa portavoce della scienza contro l’olio di palma quando invece proprio gli scienziati lo stanno difendendo ogni giorno con studi, ricerche e articoli.

Il premier Renzi e il suo partito si sono sempre dichiarati vicini alla scienza ma nei fatti stanno dimostrando il contrario. Hanno speso tempo e soldi pubblici per contribuire al populismo anti-scientifico, stanno cercando di imporre la propria visione del mondo ai cittadini consumatori, stanno manipolando il libero mercato e stanno rovinando ulteriormente la propria reputazione. Altre realtà locali sono minacciate da questa situazione e il tempo avanza. Il presidente del Consiglio della Regione Toscana ha provato a correggere il tiro dei suoi con una dichiarazione cui speriamo seguano dei fatti. Farà lo stesso Renzi con il suo partito o preferirà seppellire per sempre l’idea stessa di scienza?

Campagne Liberali è un'associazione di cittadini che difende la libertà di scelta e promuove il metodo scientifico.