Regione Marche: M5S vieta olio di palma, Campagne Liberali scrive al Presidente

La Regione Marche sarebbe la prima in Italia a vietare l’olio di palma nelle scuole grazie a un’iniziativa del M5S, sostenuta anche dal PD. Peccato che questa decisione avvenga in contrasto con la scienza e il buon senso. Campagne Liberali ha scritto una lettera in merito al Presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli (PD).

Nel mese di Luglio il Consiglio Comunale della Regione Marche ha approvato il Piano Regionale per il Diritto allo Studio per il triennio 2017/2019 accontentando la richiesta da parte del Movimento 5 Stelle di escludere l’olio di palma dai bandi per le forniture delle mense universitarie.

Quindi, adesso la Regione Marche sarebbe la prima in Italia a vietare l’olio di palma dalle scuole. Peccato che questa decisione avvenga in contrasto con la scienza e il buon senso.

Dacci la possibilità di tenerti aggiornato

Le ragioni sono due e ormai ampiamente smentite dalla scienza: salute e deforestazione. L’olio di palma è vittima di una campagna denigratoria priva di qualsiasi argomento scientifico e influenzata da un approccio ideologico molto pericoloso.

Campagne Liberali ha scritto una lettera al Presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli (PD) per fornire al legislatore le informazioni e gli strumenti scientifici per poter avviare un dibattito bilanciato sull’olio di palma.

L’olio di palma e gli effetti sulla salute

I numerosi studi scientifici pubblicati sino ad ora concordano che il consumo di olio di palma all’interno di una dieta bilanciata non ha alcun effetto nocivo sulla salute. A tale riguardo è utile ricordare il parere tecnico dell’Istituto Superiore della Sanità, secondo cui la letteratura scientifica non riporta l’esistenza di componenti specifiche dell’olio di palma capaci di determinare effetti negativi sulla salute.

Consulta tutti gli studi in materia nella sezione ‘Studi e ricerche‘.

Le aziende che hanno sostituito l’olio di palma lo hanno fatto per ragioni evidentemente commerciali. Sulle etichette è stato posto in grande evidenza il claim “senza olio di palma”, mentre l’ingrediente con cui è stato sostituito compare solo nelle informazioni nutrizionali.

Il consumatore è stato così ingannato, poiché vengono utilizzati, al posto dell’olio di palma, oli e grassi che hanno caratteristiche simili e di certo non migliori.

Una sentenza della Corte d’appello di Bruxelles, ha stabilito un punto fermo, dando ragione all’azienda italiana Ferrero che accusava la campagna contro l’olio di palma della società belga Delhaize di essere “menzognera, ingannevole e denigratoria”, alterando così il comportamento del consumatore. Un importante riconoscimento che si allinea al parere di AGCM dello scorso novembre, sulle accuse (mosse anche dal Movimento 5 Stelle) ai messaggi, sia nutrizionali che di sostenibilità, a favore dell’olio di palma, di essere “falsi ed ingannevoli” ai sensi del Codice del Consumo. Dopo aver raccolto una copiosa documentazione, l’AGCM ha ritenuto infondate le accuse e ha stabilito di non procedere ad ulteriori accertamenti.

L’olio di palma è la causa della deforestazione?

Quando non si hanno argomenti scientifici per dimostrare che l’olio di palma è cancerogeno, si ricorrere alla questione della deforestazione. Le piantagioni di palme da olio sarebbero responsabili della deforestazione. Come il WWF e Greenpeace sostengono, la prima causa di deforestazione non sono le palme, ma gli allevamenti, compresi quelli da cui si ricava il burro.

Non intendiamo negare che in passato, i paesi produttori come la Malesia e l’Indonesia siano ricorsi alla deforestazione per consentire a migliaia di agricoltori di sviluppare le condizioni per un’economia più solida e creare migliori condizioni di vita. Oggi esiste una filiera sostenibile e certificata proprio a tutela delle foreste promossa da molti governi, compresa l’Italia. Il Ministro Galletti ha siglato la Dichiarazione di Amsterdam, che impegna gli Stati aderenti a sostenere la produzione e il commercio di olio di palma sostenibile al 100% entro il 2020.

Per maggiori informazioni, consulta le FAQ.

In questa lettera, abbiamo riassunto solo alcuni degli argomenti che dimostrano che la campagna contro l’olio di palma è unicamente commerciale ed ideologica.

Inoltre, vietare l’olio di palma nelle scuole è in contraddizione con i principi fondamentali su cui si fonda l’istruzione: la scienza, il confronto e la capacità critica. Gli studenti dovrebbero essere stimolati a discutere su basi scientifiche. In questo caso, invece, gli viene imposto cosa mangiare con spiegazioni prive di argomenti scientifici.

Il Movimento 5 Stelle pensa di imporre cosa si debba mangiare, danneggiando prima di tutto i consumatori e discriminando quelle aziende da sempre impegnate a promuovere un’economia sostenibile e socialmente responsabile nella filiera dell’olio di palma.

Ribadiamo, per l’ennesima volta, che non è competenza del Cons. Maggi, né di nessun altro Consigliere, ricorrere al principio di precauzione. Questo compito spetta all’Unione Europea o al Ministero della Salute, che nel caso specifico non hanno mai ritenuto di dover prendere alcun provvedimento restrittivo specifico nei confronti dell’olio di palma.

Piuttosto che bandirlo, sarebbe opportuno aprire una discussione seria e razionale sull’alimentazione, l’ambiente e lo sviluppo. I ragazzi, come tutti noi, devono essere informati correttamente e poter scegliere cosa mangiare.

Leggi la lettera completa al Presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli.

Campagne Liberali è un'associazione di cittadini che difende la libertà di scelta e promuove il metodo scientifico.

Comment

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*
*