Perché è aumentato il prezzo del latte (e del burro)

Di sicuro non è perché non si usa più l’olio di palma né perché la Corte di Giustizia Europea ha sentenziato che il nome “latte” può essere usato solo per i prodotti di origine animale. È una questione di mercato, ma nessuno sembra ammetterlo.

Ultimamente va molto di moda sostenere che il prezzo del burro è salito vertiginosamente perché non si usa più l’olio di palma come ingrediente. Ne ha parlato Coldiretti per prima, sostenendo che il burro ha sostituito l’olio tropicale nelle formule dei prodotti, e il messaggio era chiaro: esaltare la battaglia contro l’olio di palma e la propria posizione protezionista. Oggi diversi siti di pseudo-informazione stanno riprendendo questa teoria, aggiungendo il fatto che ciò è accaduto anche grazie alla sentenza della Corte di Giustizia Europea che ha previsto la denominazione “latte” fosse utilizzata solo per i prodotti di origine animale e non per quelli di origine vegetale. La situazione non è proprio così.

Per quanto riguarda la sostituzione dell’olio di palma con il burro è facilmente comprensibile che si tratti di una bufala di Coldiretti. L’olio di palma infatti veniva utilizzato per la maggior parte dalle medie-grandi aziende alimentari nella produzione di cibo confezionato come biscotti, creme, wafer, snack. Può essere che qualche azienda abbia pensato di utilizzare il burro al posto del palma, ma ad oggi, come rilevato anche da un nostro studio sulle etichette, gli ingredienti e i valori nutrizionali di 25 prodotti di uso comune, questo ingrediente è stato sostituito quasi totalmente da altri oli vegetali (girasole, cocco, colza, karité e burro di cacao).

Dunque Coldiretti e altri mentono quando sostengono che sia stato rimpiazzato dal burro italiano; è pura propaganda nazionalista. Tra l’altro proprio l’associazione dei coltivatori diretti in passato ha attaccato più volte l’olio di palma sul profilo nutrizionale, dimenticando (od omettendo) che il burro contiene più grassi saturi (oltre il 50% di media).

In secondo luogo, la questione delle etichette che ha dato ragione agli allevatori non c’entra nulla con il prezzo del latte. Nel mercato, oltre ad esserci alcuni interventi esogeni di natura spesso istituzionale (come ad esempio la PAC europea che sostiene gli agricoltori e impone alcuni prezzi base minimi), intervengono soprattutto le regole della domanda e dell’offerta. Questi meccanismi intervengono a livello internazionale ed infatti il prezzo del latte è aumentato un po’ ovunque come si evince dal grafico sottostante a partire dalla seconda metà del 2016.

Fonte: il grafico è stato realizzato da CLAL Italia (qui i dati completi).

Una delle ragioni più probabili è che dopo 2 anni di basse quotazioni, la produzione del latte sia calata anche per mancanza di convenienza e dunque per i bassi profitti garantiti ai produttori. Ciò ha portato l’offerta al di sotto della domanda, provocando un conseguente aumento dei prezzi che si è riversato su diversi prodotti che hanno il latte come ingrediente primario. Fra questi il burro, il cui prezzo è salito nell’ultimo anno in modo sensibile e la produzione calata.

Ecco, dunque, svelata la bufala del prezzo del burro che cresce grazie all’etichettatura privilegiata e alla sostituzione dell’olio di palma. Ognuno ha la sua versione, ma di fronte ai dati e ai fatti nessuna può reggere. Diffidate dunque di chi vi racconta una storia facile senza portare prove a sostegno!

Campagne Liberali è un'associazione di cittadini che difende la libertà di scelta e promuove il metodo scientifico.

2 thoughts on “Perché è aumentato il prezzo del latte (e del burro)

  1. Massimiliano Saini

    Se l’aumento del prezzo del latte, e del burro, sono dovuti ad una maggiore remunerazione per i produttori, allora per me va bene! E’ ora di finirla con prodotti i cui prezzi bassi significano solo bassa
    remunerazione per chi produce o, peggio, sfruttamento di lavoratori magari irregolari. Perché, invece di fare corse al ribasso dei prezzi, non si possono evidenziare qualità, tracciabilità, etica della catena di distribuzione e altre simili AMENITA’ ????

  2. Giovanni Anselmi

    La ripresa del prezzo del latte in Italia è aumentato da fine 2016 proprio perché era ormai sicuro che l’iter di approvazione dell’etichettatura del latte (promosso da Coldiretti) era ormai completato. Il prezzo del burro è aumentato proprio perché le aziende casearia hanno visto aumentare la domanda di burro proprio a seguito della battaglia contro l’olio di palma di Coldiretti (vedi modifiche alle ricette i diversi prodotti alimentari come le Gocciole Pavesi, che ora hanno il burro al posto dell’olio di Palma. Ricordiamoci che la Pavesi è stata acquistata qualche anno fa da Barilla.). Queste cose te le sta dicendo uno che non é iscritto a Coldiretti ma a una piccola organizzazione di categoria. Giusto criticare l’operato dei grandi sindacati, ma quando questi fanno qualcosa di giusto, perché modificarne la realtà delle cose con un articolo di questo genere?

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