Sostenibilità: Asia Batte Europa, i coltivatori asiatici rispondono con i fatti alle chiacchiere delle disperate lobby europee

Il Journal of Oil Palm, Environment & Health ha presentato Building a Sustainable Future Together: Malaysian Palm Oil and European Consumption, un documento diretto alla Commissione, al Parlamento, e alle istituzioni europee che smonta tutte le accuse ai produttori asiatici di olio di palma contenute nella risoluzione Palm oil and deforestation of rainforests, votata lo scorso aprile dal Parlamento europeo.

Con la risoluzione si vuole eliminarne gradualmente entro il 2020 l’utilizzo nelle miscele di biocarburanti ed introdurre un sistema di certificazione unico per l’olio di palma che entra nel mercato europeo. Con questo report si dimostra che la guerra all’olio di palma è animata da interessi commerciali. I parlamentari europei hanno agito per conto delle molte lobby europee che osteggiano l’olio di palma per ragioni unicamente commerciali.

Il Report dimostra che la coltivazione di palme da olio è sostenibile: la sua resa per ettaro è parecchie volte superiore rispetto a quella di altre colture oleaginose. La coltivazione della palma da olio, a livello globale, utilizza 17 milioni di ettari di terreno, ossia il 6% totale delle terre coltivate, fornendo allo stesso tempo il 35% del fabbisogno mondiale di olio vegetale. Alla soia invece servono ben 111 milioni di ettari per soddisfare appena il 27% del fabbisogno globale.

Sfortunatamente, il dibattito attorno alla sostenibilità è spesso basato più su professioni di fede che sulla pura evidenza scientifica, come dimostrato dallo spauracchio della deforestazione. Un esempio per tutti: il Borneo. Infatti, nell’isola asiatica la perdita di superficie boschiva non è imputabile alle coltivazioni di olio di palma ma alla crescita sproporzionata della popolazione.

Invece di puntare il dito contro l’olio di palma, perché non chiedersi come preservare l’ambiente contestualmente all’aumento della popolazione e allo sfruttamento delle risorse naturali essenziali per consentire alle popolazioni di uscire da fame e povertà?

Il lavoro portato avanti dai governi, dalle aziende e dalle comunità locali per una produzione sostenibile di olio di palma, precede di parecchio la risoluzione europea dello scorso aprile. Un lavoro certosino e implacabile che si concentra su tre tematiche:

  • Responsabilità ambientale;
  • Rispetto delle comunità locali;
  • Integrità aziendale.


Building a Sustainable Future Together, può aiutarci ad ampliare i nostri orizzonti culturali quando si parla di olio di palma, impedendoci di cadere nella solita spicciola retorica. Lo studio considera l’olio di palma da tre diversi punti di vista:

  • Economico: grazie alla sua ottima resa, l’olio di palma è una fonte essenziale di reddito per le comunità rurali e i piccoli coltivatori. Per i produttori è un prezioso input di produzione e una parte significativa dell’industria europea. L’efficienza incontra la sostenibilità, perché condannarlo?
  • Ambientale: la superiore efficienza dell’olio di palma rispetto ad altre colture è indispensabile per la sostenibilità. Riuscire a soddisfare la crescente domanda globale di oli vegetali senza causare gravi danni all’ambiente sarebbe impossibile senza olio di palma.
  • Etico: utilizzare le risorse naturali messe a disposizione dal proprio territorio e sfruttarle per migliorare o mantenere gli standard di vita dei cittadini è una prerogativa inalienabile di ogni paese. Lo è stato, e per certi versi lo è ancora, per le nazioni più industrializzate: quindi, con quale diritto si vuol impedire ad altri di abbracciare lo sviluppo e la crescita economica?

Campagne Liberali è un'associazione di cittadini che difende la libertà di scelta e promuove il metodo scientifico.

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