Lasciamo che crescano anche loro!

Anche il Vaticano si schiera dalla parte dell’agricoltura e le piantagioni per ridurre la povertà e dare alle donne e agli uomini dei paesi in via di sviluppo la speranza per un futuro migliore e più prospero.

Per due anni abbiamo contrastato la fake news sull’olio di palma utilizzando la scienza. Ora anche il Vaticano intraprende la stessa faticosa via. Il Cardinale Turkson ha recentemente sostenuto che la Chiesa cattolica non è contro la UE sulle politiche ambientali, ma vuole contribuire a promuovere una prospettiva alternativa a quella delle ONG ambientaliste e delle lobby bruxellesi.

Si tratta di una battaglia contro l’ipocrisia di chi vorrebbe privare i paesi in via di sviluppo, come quelli del Sud Est Asiatico, dei mezzi per sconfiggere la povertà e diffondere il benessere tra i cittadini. Le istituzioni europee devono rendersi conto che sempre più voci si ergeranno in difesa della libertà di autodeterminare il proprio futuro e, ovviamente, di scegliere le modalità migliori per affrontare questo percorso.

Il tema di fondo rilanciato dal Vaticano è fondamentale: possono l’agricoltura e le piantagioni aiutare a sconfiggere la povertà nel mondo? La risposta è e deve essere unanime: sì! Lo dimostrano i fatti. Indonesia e Malesia, ad esempio, grazie anche alle piantagioni di olio di palma e agli investimenti fatti hanno ridotto enormemente la quota di popolazione e diminuito il numero di disoccupati. In questo modo è stata data una speranza a molti, moltissimi se guardiamo alle cifre. Su questa economia infatti si basa la sussistenza di interi nuclei famigliari che, a loro volta, hanno sfruttato l’opportunità per diventare imprenditori e datori di lavoro.

Anche il Vaticano si è interrogato molto sulla sostenibilità economica e ambientale dell’agricoltura moderna e delle piantagioni intensive. Papa Francesco ne ha parlato diffusamente nell’Enciclica Laudato Sì, spesso male interpretata o adattata in senso unico a seconda degli interessi in gioco. Qualcuno sostiene che egli sia contrario a un certo tipo di sviluppo, quello che prevede lo sfruttamento dei terreni coltivabili. Al contrario, egli è chiaro, basta leggere le sue parole: l’uomo deve poter trovare la sua dimensione e tornare al centro dei modelli di sviluppo, cercando sì di salvaguardare l’ambiente, ma soprattutto di trovare la sua dimensione. Questo percorso è stato definito “delicate balance” perché in grado di coniugare più aspetti senza forzature né strappi.

L’olio di palma è attualmente la coltivazione più sostenibile. Lo abbiamo ripetuto più volte. È quella con la resa per ettaro di gran lunga migliore, quella che necessita di meno pesticidi, quella che utilizza meno energia e acqua. I dati sono davanti a tutti, anche se in tanti fanno finta di non vederlo. E, come ricordato, ha permesso a innumerevoli donne e uomini di trovare una propria dimensione nel processo di sviluppo e accrescere il proprio benessere. Non solo per sé stessi. Anche verso gli altri. Nonostante questo viene costantemente attaccato e denigrato.

Quali posizioni dobbiamo portare avanti per vincere la battaglia contro l’ipocrisia e l’arroganza europea? La posizione della Scienza e dei fatti, la cultura del dialogo e del “delicate balance”, ricordate anch’essa da Papa Francesco nella Laudato Sì. Allo stesso tempo dobbiamo smettere di voler imporre la nostra visione ai Paesi in via di sviluppo, ma supportarli in questo cammino. Basta con i boicottaggi promossi dalle ONG, dalle finte associazioni di consumatori e dagli estremisti. Basta con i salotti perbene che pretendono di conoscere tutto e insegnare a tutti. Lasciamo che anche gli altri abbiano il loro spazio e le loro opportunità!

SCARICA E LEGGI IL FINAL SUMMARY DELLA CONFERENZA TENUTASI IN VATICANO SULL’AGRICOLTURA E LE PIANTAGIONI

Campagne Liberali è un'associazione di cittadini che difende la libertà di scelta e promuove il metodo scientifico.

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