Un Parlamento che Difende il Monopolio

Giù le mani dalle sigarette elettroniche. Di nuovo, in Parlamento, qualcuno sta cercando di impedire che un mercato d’eccellenza possa svilupparsi portando vantaggi economici sia per lo Stato che per l’economia.

Giù le mani dalle sigarette elettroniche. Di nuovo, in Parlamento, qualcuno sta cercando di impedire che un mercato d’eccellenza possa svilupparsi portando vantaggi economici sia per lo Stato che per l’economia. Un emendamento a firma dell’ex sottosegretario Simona Vicari vorrebbe regalare il monopolio della vendita dei prodotti contenenti nicotina legati al fumo elettronico (liquidi e, forse, anche dispositivi) ai tabaccai, vietando di fatto a qualsiasi altro luogo fisico o virtuale di distribuirli.

La proposta, oltre che essere totalmente illiberale e in violazione di tutti i principi di libera concorrenza, è uno smacco a tutti quegli imprenditori che hanno investito nel settore del fumo “alternativo” a quello tradizionale che, stando a diversi studi scientifici, potrebbe essere anche più salutare. È utile ricordare che, con l’introduzione di una tassazione disorganica, qualche anno fa il Governo mise in crisi questo florido mercato. All’epoca i negozi rivenditori di sigarette elettroniche si erano moltiplicati e avevano creato migliaia di posti di lavoro con delle vere e proprie eccellenze nella produzione di liquidi per il vaping.

Oggi il mercato ha incominciato a riprendersi senza tuttavia replicare il boom del biennio 2012-2013. Subito però è arrivata una mano parlamentare ad aiutare la casta dei tabaccai per accaparrarsi anche il lavoro dei nuovi imprenditori del fumo elettronico. Come? Nella maniera meno trasparente possibile: presentando un emendamento alla Legge di Bilancio 2018 dove le spinte lobbistiche si perdono in mezzo a migliaia di proposte e provvedimenti. Il tutto, ovviamente, fregandosene dell’opinione dei consumatori, degli operatori e delle regole sulla concorrenza.

Questo emendamento avrà così delle conseguenze nefaste:

  • È in contrasto con la normativa europea sulla libertà d’impresa e sulla libera concorrenza nei mercati che non appartengono al monopolio di Stato;
  • Farà chiudere circa 2000 punti vendita e avrà un impatto negativo su circa 5000 lavoratori legati alla filiera;
  • Farà aumentare il mercato illegale dei liquidi che non sono certificati e non corrispondono ai criteri di qualità obbligatori per tutti gli operatori.

L’Italia non ha bisogno di proteggere un’altra corporazione e distribuire ulteriori privilegi a chi già ne ha molti. Soprattutto, visto l’andamento generale dell’economia, non ha bisogno di far sparire ulteriori posti di lavoro e condannare 2000 imprese al fallimento. Pensavamo che la Legge di Bilancio servisse a spingere il Paese fuori dalla crisi, non a deprimere il mercato e negare la concorrenza.

Campagne Liberali è un'associazione di cittadini che difende la libertà di scelta e promuove il metodo scientifico.

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