Gli allevamenti causano la deforestazione
Perché la UE demonizza le piantagioni di palma quando la principale causa sono gli allevamenti animali?

Perché l’Europa persegue i produttori di olio di palma quando la principale causa della deforestazione sono gli allevamenti?

È una vecchia storia, ma fa bene ripeterla ancora una volta. L’olio di palma non è il principale motivo per cui in diverse aree del mondo vengono abbattute le foreste. A confermarlo sono diversi studi scientifici e, in particolare, le ricerche svolte dall’Union of Concerned Scientists che sottolineano l’impatto fortemente negativo degli allevamenti. Non è quindi chiaro perché l’Unione Europea abbia approvato un atto come la Direttiva RED 2 che fra gli obiettivi principali include l’eliminazione dell’olio di palma dalle miscele dei biocarburanti entro il 2020.

Nel seguente grafico questo concetto è chiaro e viene confermato dai numeri. Che cosa viene rappresentato? L’impatto di ogni attività produttiva sulla superfice forestale calcolato in milioni di ettari l’anno (land usage change).

Tabella 1
Fonte: Trading forests: land-use change and carbon emissions embodied in production and exports of forest-risk commodities, Environmental Research Letters, 2016.

Gli allevamenti per la produzione di carne sono nettamente al primo posto della classifica e inoltre hanno un andamento crescente negli ultimi anni. In Brasile la deforestazione causata da questa attività è arrivata in passato a sfruttare quasi 4 milioni di ettari di terreno tra il 1991 e il 2001. E l’olio di palma? Come si può vedere il land usage change derivante dalla coltivazione delle palme da olio non supera mai il valore dello 0,3 (milioni di ettari/anno). Succede in Indonesia nel 2011 ed è un valore in calo. La stessa situazione si verifica in Malesia dove invece non eccede mail lo 0,2.

Il problema della deforestazione causata dagli allevamenti ha anche un impatto sulle emissioni di gas serra. Basta vedere l’impatto delle emissioni di CO2 in grammi per ogni kilocaloria di prodotto sul mercato. Gli allevamenti per la produzione di carne sono 52 volte più inquinanti delle coltivazioni di olio di palma.

Tabella 2
Fonte: A method for calculating a land-use change carbon footprint (LUC-CFP) for agricultural commodities – applications to Brazilian beef and soy, Indonesian palm oil, Persson et al., 2014.

Il verdetto della scienza è dunque inequivocabile. L’olio di palma batte anche la carne in quanto a sostenibilità ambientale. Perché allora viene sempre accusato di essere il male assoluto quando si parla di foreste? Siamo sicuri che anche il Parlamento Europeo o la Commissione siano in grado di leggere e interpretare questi dati. Eppure vengono approvate normative come la RED 2.

Invece di condannare gli agricoltori malesi e indonesiani, chiediamoci piuttosto quali interessi stanno dietro le accuse mediatiche e politiche che ogni giorno vengono rivolte contro l’olio di palma.

Campagne Liberali è un'associazione di cittadini che difende la libertà di scelta e promuove il metodo scientifico.

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