Nelle Marche la prima laurea senza olio di palma

Il MoVimento 5 Stelle ha previsto nel Piano Regionale per il Diritto allo Studio per il triennio 2017/2019 della Regione Marche l’esclusione dell’olio di palma dai bandi per le forniture delle mense universitarie. Ma questa previsione non ha nessuna giustificazione scientifica.

Nel suo testo definitivo, il Piano Regionale per il Diritto allo Studio per il triennio 2017/2019 della Regione Marche accoglie la richiesta del gruppo Movimento 5 Stelle di inserire una previsione specifica con l’obiettivo di escludere l’olio di palma dai bandi per le forniture delle mense universitarie.

La previsione normativa –senza alcuna base scientifica– cerca di imporre una scelta dall’alto, limitando la libertà individuale e contribuendo a diffondere un’ingiustificata diffidenza verso i prodotti che contengono olio di palma.

La guerra agli oli vegetali, soprattutto quella all’olio di palma, è figlia di un allarmismo e di un’isteria ampiamente smentiti in sede scientifica e medica (si veda sezione “Studi e ricerche“).

Le campagne, che sono state portate avanti anche da alcuni movimenti politici, si sono rivelate ben distanti dall’obiettivo dichiarato: tutelare la salute dei cittadini e ridurre l’impatto ambientale. Sono servite più che altro a diffondere una paura generalizzata verso un ingrediente, dimenticando totalmente ciò che dicono la scienza e la ragione e alimentando uno scontro tra interessi commerciali di diversa natura.

L’olio di palma fa male?

Le motivazioni, soprattutto di carattere nutrizionale, addotte dai detrattori dell’olio di palma sono espressione del loro credo antiscientifico, contrario al metodo sperimentale che noi, come associazione a tutela dei cittadini e della libera scelta, sosteniamo e cerchiamo di portare avanti nel dibattito pubblico.

Esistono numerosi studi sul tema che smentiscono le tesi catastrofiche del Movimento contro l’olio di palma e, come ha recentemente confermato l’Istituto Superiore di Sanità insieme alla Nutrition Foundation of Italy (NFI), non vi sono riscontri negativi dimostrati scientificamente per la salute correlati a questo ingrediente.

La maggioranza ha dunque accolto un emendamento fondato su motivazioni inesistenti e prive di fondamento scientifico. In una analisi comparata sulle etichette e sulle tabelle nutrizionali di alcuni prodotti confezionati, realizzata dalla nostra associazione e pubblicata lo scorso marzo è emerso che in diversi casi la presenza di grassi saturi nei prodotti non dipende dalla presenza dell’olio di palma. Al contrario molti prodotti con olio di palma hanno un profilo nutrizionale a livello di grassi saturi migliore rispetto a quelli che lo hanno sostituito con altri oli e grassi.

Lettura consigliata: Olio di palma, pregiudizi ed evidenze.

Per tale motivo risulta piuttosto ingannevole il messaggio che viene spesso veicolato da parte dei media, di alcune parti politiche (si vedano diversi atti d’indirizzo parlamentare e non solo) e, a volte, dalle stesse aziende secondo cui senza olio di palma il prodotto è sistematicamente migliore dal punto di vista nutrizionale.

Il principio di precauzione

È altresì vero che il Ministero della Salute, rispondendo più volte sulla questione in Parlamento, non ha ritenuto opportuno considerare questo alimento come potenzialmente dannoso per la salute né tantomeno di applicare il “principio di precauzione”.

Il 1 marzo 2017, il Sottosegretario alla Salute Davide Faraone ha risposto a un’interrogazione parlamentare relativa ai rischi per la salute derivanti dall’uso dell’olio di palma, esponendo le iniziative assunte sul punto dall’Unione Europea e concludendo che “si ritiene che, allo stato attuale, le azioni assunte a livello di Unione Europea non rendano necessaria l’assunzione di ulteriori azioni in ambito nazionale”.

Non si capisce dunque come e perché il Cons. Giovanni Maggi, anche tramite dichiarazioni sui propri canali social, abbia giustificato l’emendamento al Piano parlando di principio di precauzione.

Olio di palma sostenibile e medio ambiente

Sul piano ambientale è utile ricordare che il Ministro Galletti in data 5 giugno ha firmato la Dichiarazione di Amsterdam che impegna i Paesi a promuovere l’impiego di olio di palma 100% sostenibile entro il 2020 e si appresta a comunicare l’adesione italiana agli organismi competenti. Tale percorso verso la sostenibilità di questa coltivazione è stato anche sostenuto a livello europeo con l’approvazione del Parlamento Europeo di una risoluzione che impegna la Commissione Europea a introdurre un sistema di certificazione di sostenibilità unico per l’olio di palma che entra nel mercato UE.

Lettura consigliata: [Vittoria] Il Ministro Galletti risponde positivamente all’appello di Campagne Liberali su olio di palma e sostenibilità.

La guerra commerciale all’olio di palma: protezionismo e libera concorrenza

Infine, il Piano della Regione Marche prefigura una grave violazione del principio di libera concorrenza negli appalti pubblici, perlomeno a livello intenzionale. Nel Piano infatti viene formulata la seguente indicazione in materia di fornitura dei prodotti da parte delle mense universitarie: “Particolare attenzione è rivolta alla qualità dei prodotti, cercando di prediligere i prodotti non contenenti olio di palma”.

È chiaro che qualora si dovesse attivare un bando di gara pubblico per la fornitura di prodotti alimentari alle mense universitarie seguendo tale criterio, diverse aziende e diversi prodotti che utilizzano l’olio di palma subirebbero una discriminazione. Tale intenzione è confermata dalle dichiarazioni del Cons. Giovanni Maggi, primo firmatario dell’emendamento poi approvato dalla maggioranza, e riportate dall’ANSA.

 

Fra le tante iniziative che potevano essere inserite nel Piano triennale per il Diritto allo Studio, riteniamo che la discriminazione ingiustificata di un solo ingrediente non solo non sia necessaria, bensì collida con il concetto di scienza e metodo scientifico di cui gli istituti universitari sono custodi e promotori da secoli. Questa previsione inoltre nega la libertà di scelta del cittadino consumatore al quale dovrebbero essere fornite tutte le informazioni in campo alimentare, lasciandolo però libero di compiere le proprie decisioni in autonomia. Senza imposizioni dall’alto in perfetto stile paternalistico.

Invitiamo pertanto ai consiglieti a riconsiderare la previsione voluta dal Movimento 5 Stelle e approvata dalla Commissione Affari Istituzionali e dal Consiglio Regionale nel nome della Scienza e della Libertà, lasciando che siano studenti e operatori a scegliere cosa ritengono meglio, dopo aver fornito loro tutte le informazioni utili e secondo regole di libera concorrenza e non discriminazione.

Leggi la lettera ai Consiglieri.

Per maggiore informazione sull’olio di palma e i suoi effetti nel medio ambiente e la salute, leggi le F.A.Q.

Campagne Liberali è un'associazione di cittadini che difende la libertà di scelta e promuove il metodo scientifico.

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