Olio di palma: principio di precauzione o di demonizzazione?

“Fare attenzione che non contenga olio di palma”. Così ha sentenziato lo chef Alessandro Circiello, in televisione su Omnibus (La7). Si parlava di colazione e di quali prodotti consumare. Noi, da semplici consumatori, vorremmo chiedergli: perché dovremmo evitare prodotti contenenti olio di palma? Ci sono studi scientifici che dimostrano che l’olio di palma fa male e che non conoscevamo?

No, non ci sono. L’olio di palma infatti non fa male e a dirlo è proprio la scienza internazionale con l’adesione delle Autorità nazionali: ad esempio l’Istituto Superiore di Sanità e Agcm. Ma non solo. Se lo Chef Circiello ha dei dubbi lo invitiamo ad esporli, così come però deve spiegare bene come sono fatti e lavorati gli altri oli/grassi. Forse fa parte di quella schiera che vorrebbe sostituire l’olio di palma con il burro o addirittura con l olio di cocco o il burro di karité assai più ricchi di grassi saturi.

Ormai le televisioni sembrano fare a gara affinché nelle loro trasmissioni gli invitati non utilizzino mai il metodo sperimentale e non argomentino scientificamente le loro posizioni. Come per i vaccini, l’atteggiamento è quello di demonizzare la scienza e considerare tutti coloro che ne parlano consapevolmente dei corrotti o dei prezzolati.

E così, abbiamo COOP che continua ad argomentare che ha deciso di togliere l’olio di palma dai suoi prodotti seguendo il principio di precauzione sostituendolo con “olii alternativi e privi di rischi per la salute”. Abbiamo già provato a spiegarlo, ma loro sembrano non volerci ascoltare. Ci riproviamo:

1. Non spetta legalmente alla COOP stabilire quando va adottato o meno il principio di precauzione su un prodotto.

2. Il rapporto EFSA (merceologicamente superato) non si riferisce solo all’olio di palma ma a tutti gli olii e grassi che vengono trattati ad alte temperature (superiori ai 200 gradi celsius). E oggi è noto che i più importanti produttori usano olio di palma mitigato cioè lavorato sul livello degli altri oli sostitutivi.

Il principio di precauzione viene applicato dal Ministero della Sanità oppure dalla Commissione Europea. Nessuna di queste due istituzioni ha ritenuto di doverlo fare perché, semplicemente, l’olio di palma non fa male. Se COOP vuole applicare il principio di precauzione arbitrariamente, dovrebbe farlo su tutti i suoi prodotti perché il criterio della “precauzione” usato nel caso dell’olio di palma dovrebbe essere applicato su qualsiasi altro gli ingrediente potenzialmente contaminato e non solo per l’olio di palma normale.

Il rischio dipende dalla qualità della materia prima e dal processo produttivo, non dal tipo di olio in sé. “Senza olio di palma” non è garanzia di assenza di rischi per la salute. Le buone tecniche industriali ed il rispetto delle norme di sicurezza alimentare, invece, sì. E se proprio avesse voluto applicarlo avrebbe dovuto farlo subito su tutti i suoi prodotti sul mercato da anni ricchi di olio di palma, e non aspettarne comodamente le scadenze.

E che dire della questione della deforestazione? Cara COOP, immaginiamo di eliminare le piantagioni di palme. Cosa ci faranno le popolazioni locali? Aspetteranno che noi occidentali portiamo loro da mangiare o forse pianteranno altro? Allora, se piantassero altro, dovresti sapere che la palma è tra tutte la piantagione più sostenibile (qui qualche delucidazione utile e scientifica). Questo lo dichiaravate proprio voi di COOP qualche anno fa. Poi così, all’improvviso, vi siete inventati la storia del principio di precauzione.

Vi dobbiamo confessare: dopo aver visto le vostre ultime pubblicità, un po’ ci avevamo creduto che per una volta avevate deciso di fare i seri e di non prendere in giro i consumatori. Ma il lupo si sa, perde il pelo ma non il vizio.

Campagne Liberali è un'associazione di cittadini che difende la libertà di scelta e promuove il metodo scientifico.

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