Poco fumo e poco arrosto dalle accise sul tabacco

Al Governo manca 1 miliardo di gettito fiscale derivanti dalle accise sul tabacco. La politica tace riguardo le proiezioni di metà anno che sono al ribasso. Campagne Liberali lo aveva previsto e scritto più volte, ma è stata ignorata.

Come abbiamo scritto diverse volte, il decreto ministeriale sulle accise sui prodotti del tabacco arrivato a giugno, dopo aver messo in difficoltà operatori, filiera e consumatori, ha sostanzialmente cercato di sfavorire maggiormente alcune aziende rispetto ad altre ed è andato infine a colpire i consumatori stessi in quanto penalizzati dai potenziali aumenti nel prezzo finale (si parla di alcune fasce di prezzo specifiche). Nonostante le nostre previsioni e i nostri avvertimenti (leggere qui) sul fatto che un aumento asimmetrico della tassazione avrebbe rischiato di non fornire il gettito desiderato, il Governo ha deciso di tirare dritto. I risultati? Nelle previsioni recentemente circolate sulle previsioni di gettito fiscale derivanti da prodotti del tabacco manca circa 1 miliardo di euro all’appello.

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Facciamo un piccolo passo indietro. Campagne Liberali ha lungamente criticato, nel merito, alcuni punti della manovrina correttiva che toccano le accise in modo poco equo. In particolare, si sottolineava il calo costante del mercato del tabacco e il fatto che un aumento dell’aliquota specifica, con impatto regressivo e a beneficio gli operatori di fascia alta, avrebbe potuto sviluppare effetti indesiderati per lo Stato stesso in termini di mancato gettito. Questa operazione avrebbe inoltre potuto influenzare negativamente i consumatori sia nella fase di acquisto legale (maggiori costi al dettaglio) sia dirottando la domanda verso il mercato illegale (o di contrabbando con gravi conseguenze di sicurezza, salute e di sommerso).

Nello schema recentemente presentato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (AAMS) sulle previsioni di gettito fiscale nel settore “tabacchi” si scopre che le attese di inizio anno sono state ridimensionate di ben 1 miliardo di euro. Mica poco per un Governo che aveva promesso nella manovrina di aumentare il gettito derivante dal settore. Non ci sono dati definitivi sui consumi, e ogni produttore custodisce gelosamente i suoi, ma la notizia per chi deve battere cassa è piuttosto negativa. Nonostante ciò, o proprio a causa di ciò, il silenzio regna sovrano dalle parti del MEF e non solo, anche in Parlamento tutto tace.

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Noi, invece, nonostante le poco velate accuse ricevute (ci hanno dato dei “neofiti” e “reaganiani” poco capaci, per la precisione qui) pubblicamente quando mettemmo in guardia Governo e amici sulle accise e i consumi, non siamo nati per rimanere in silenzio. Soprattutto quando dopo una lunga battaglia vediamo riscontri effettivi dei nostri avvertimenti. Tranquilli però. La campagna è solo agli inizi e la sensazione è che presto ne vedremo delle belle, scoprendo chi alla fine aveva ragione!

 

Campagne Liberali è un'associazione di cittadini che difende la libertà di scelta e promuove il metodo scientifico.

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